Pubblicato in: Citazioni, versi

Last blues, to be read some day – poesia di Cesare Pavese

Questa è una delle poesie che preferisco fra quelle di Cesare Pavese, uno dei miei scrittori prediletti del tempo dell’adolescenza.

La poesia mi piace perché molto essenziale, quasi scarna, aiutata in questo dell’inglese, lingua spesso più essenziale e sintetica dell’italiano (a mio parere). Una poesia che è quasi una canzone, come del resto dice il titolo.

Da notare che è stata scritta pochi mesi prima del suicidio dello scrittore (27 agosto 1950).

‘T was only a flirt
you sure did know –
cover Poesie Pavesesome one was hurt
long time ago.

All is the same time has gone by –
some day you came
some day you’ll die.

Some one has died
long time ago –
some one who tried
but didn’t know.

11 aprile 1950

 

Pubblicato in: Racconti

GUARIGIONE

Mentre ero in clinica a curarmi per la depressione uno dei pazienti ha tentato il suicidio. Nonostante gli sforzi non sono riusciti a tenere nascosta la cosa, il giorno dopo lo sapevamo tutti, anche se fingevamo di non saperlo. Ne parlavamo per accenni scambiandoci occhiate da congiurati. È stato allora che ho capito quale era la soluzione giusta per me: quel mio compagno con il suo atto mi aveva aiutato a risolvere i miei problemi. Lui, non i dottori con le loro chiacchiere. Lui, con il suo esempio. Però la sua esperienza mi dimostrava che non potevo farlo lì dentro, erano troppe le probabilità che riuscissero a salvarmi, come era accaduto a lui: dovevo uscire, tornare a casa.

Allora mi sono impegnato per assecondarli in tutti i modi, ho accettato qualunque medicina e qualunque colloquio, mi sono mostrato calmo, le mie crisi di disperazione si sono diradate fino quasi a scomparire e ridursi a pianto e poi a malinconia. In realtà non è stata proprio una finzione: il mio dolore è davvero molto diminuito da quando mi sono prefisso quel traguardo.

Inoltre ho avuto il tempo di riflettere per scegliere il modo migliore, anzi il più facile da attuare: abito all’ottavo piano, basterà che mi sporga un po’.

Mi hanno dimesso da due ore. Proprio ieri il mio compagno si è gettato giù dalle scale e ha battuto la testa, morendo sul colpo. Ce l’ha fatta. Ne sono stato contento per lui: sapendo quanto è essenziale per me avevo la misura del disastro che era stato per lui quel primo fallimento. Inoltre ho letto come un buon auspicio l’esito del suo gesto, così simile a quello che compirò io.

Ho lasciato la clinica con un animo ben più sereno di quando vi sono entrato.

In fondo chi mi ha consigliato il ricovero ha avuto ragione, mi sento davvero guarito.


Pubblicato in: Film, Libri

The imitation game, il film

In questi primi giorni dell’anno sono stata a vedere due film, cosa insolita per me da diversi anni (mentre da giovane ero un’assidua frequentatrice di sale cinematografiche e cinema d’essai). Si tratta di “American sniper” e “The imitation game”.
Il primo mi ha un poco delusa, forse mi aspettavo troppo da quello che comunque è un film di guerra in cui gli americani si vedono come buoni, ma è diretto da Clint Easwood e pensavo che riuscisse in qualcosa di diverso.
Il secondo, invece, biografia romanzata del matematico inglese Alan Turing mi è piaciuto. Conoscevo la storia, sia perché ho studiato all’università la Macchina di Turing, che per aver letto qualche anno fa un libro su di lui (non quello su cui si basa il film): “L’uomo che sapeva troppo” di David Leavitt. Prima di scrivere questo post l’ho scorso velocemente; è un saggio e perciò i dati biografici sono più rispondenti al vero: i fatti narrati nel film sono più o meno corretti, solo un po’ romanzati, com’è ovvio trattandosi di una storia e non di un documentario.

Nel film il racconto inizia quasi dalla fine e procede per flash back in due periodi diversi della vita di Alan: quando era studente e negli anni della Seconda Guerra Mondiale in cui lavorava con un gruppo di altri matematici e crittografi alla decodifica dei codici tedeschi generati dalla macchina Enigma.
Le scene finali lo mostrano negli ultimi suoi giorni, quando le sostanze che era stato condannato ad assumere lo stavano portando al suicidio, a soli 41 anni.
Un film da vedere, secondo me, ben realizzato e ben interpretato, in particolare dal protagonista, Benedict Cumberbatch, che riesce a rendere in modo magistrale un personaggio così complesso. Molte delle immagini di guerra sono spezzoni di filmati d’archivio in bianco e nero, scene reali.
La parte matematica e scientifica sono una sorta di sfondo, in cui il personaggio Turing mostra la sua genialità e le sue difficoltà nell’avere rapporti con le persone. Viene appena accennato anche il lavoro di ricerca che lo scienziato compì dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, e produsse un articolo dal titolo Computing machinery and intelligence su cui si basano molti dei successivi studi sull’intelligenza artificiale.

Quella di Alan Turing è una storia affascinante per quanto riguarda gli aspetti di ricerca scientifica, sulla crittografia e decodifica di codici e sull’intelligenza artificiale, ma anche una storia che indigna profondamente per il trattamento riservato a questo grande scienziato a causa della sua omosessualità. Certo non è stato il solo a subire nella “civile” Gran Bretagna i rigori della legge a causa delle sue tendenze sessuali, ma è di sicuro uno dei pochi che ha dato un così grande contributo all’apparato militare alleato per vincere la seconda guerra mondiale.

Dati del film

regista: Morten Tyldum
interpreti: Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode, Rory Kinnear, Mark Strong
tratto dal libro di Andrew Hodges “Alan Turing: The Enigma”.

Pubblicato in: I miei libri, Libri

LO SPECCHIO

Lo specchio o, meglio, frammenti di specchio, ciascuno dei quali rimanda una diversa immagine  della realtà. Sempre che vi sia una realtà e una sola…

Lo specchio - coverVisioni, istantanee, storie: ventisette testi, fra cui alcuni brevissimi, che propongono interrogativi senza risposta, ansie e inquietudini e che spesso si collocano sul confine del sogno o dell’incubo. Racconti realistici e fantastici a un tempo, in cui eventi quotidiani anche piccoli virano in una dimensione surreale dagli accenti talvolta ironici e talvolta inquietanti o drammatici.

Una raccolta che offre una panoramica di piccole esplorazioni in vari mondi e modi narrativi, anche se ogni testo è compiuto e ha una sua ben precisa identità.

Storie ironiche come quella della pantera fuggita dallo zoo che mette in subbuglio un intero paese o quella del cane che discute con la propria eco.

Storie inquietanti come “Bestiacce”, in cui un uomo si trova la camera invasa da miriadi di uccelli o come “Telefonata”, in cui l’amica di là dal filo sembra sparire.

Storie drammatiche, come i diversi flash sul suicidio, in alcuni dei quali il protagonista è un testimone e in altri è chi sta per compiere l’estremo atto.

Storie in cui piccoli eventi inducono i personaggi a riflettere su loro stessi e sul significato della vita, come “La lettera”, “Autostrada”, “Mostra di pittura”.

Con leggerezza di tratto ma con una scrittura incisiva e nello stesso tempo poetica e razionale questi racconti mostrano e interpretano la condizione esistenziale e il mondo che ci circonda.

La raccolta è stata pubblicata in formato cartaceo da Gazebo Edizioni, Firenze.

copertina Specchioquarta di copertina Specchio

La versione e-book si trova a questo link:

http://www.amazon.it/lo-specchio-Antonella-Sacco-ebook/dp/B00FVZOHWQ

e a quest’altro link si trova il book trailer:

http://youtu.be/LiBvjxWdr1U

 

copertina ebook Lo specchio