Pubblicato in: Citazioni, Libri

Il giardino degli incontri segreti – Lucinda Riley * citazione

(Titolo originale “Hothouse Flower”, Traduzione di Lisa Maldera; originale pubblicato nel 2010; edizione italiana del 2012)

Leggendo questo libro ho trovato questa citazione e trovo che la frase attribuita a John Lennon sia molto vera. Questo non significa che si debba essere fatalisti, al contrario. Sarebbe bello imparare a vivere alla giornata, nel senso espresso dal personaggio del romanzo: non si può avere il controllo su quello che avviene ma solo su come riusciamo ad affrontarlo.
(alla donna cui sono riferite le prime parole sono morti in un incidente d’auto il marito e il figlio di tre anni da pochi mesi)

«Aveva bisogno di solitudine. Lo capisco. Le persone reagiscono diversamente dopo una tragedia. E non c’è un modo sbagliato» aggiunse Kit. «Anch’io ho perso qualcuno tanto tempo fa… e il dopo è stato molto doloroso. Com’è che diceva John Lennon?» Kit guardò il soffitto per farsi venire in mente le parole. «Ecco: “la vita è ciò che accade mentre tu stai facendo altri piani”. Mai fu detta cosa più vera. Nessuno di noi ha il controllo e, anche se è difficile da accettare, prima lo si fa prima riusciamo a vivere ogni giorno così come ci viene dato, prendendo il meglio dalla vita.»

cover Rilei giardino incontri segreti

 

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Il settimo regalo – Dominique Valton * Impressioni di lettura

Un piccolo libro, questo di Dominique Valton, ma piccolo solo nelle dimensioni fisiche, perché dentro vi troviamo raccontato o meglio celebrato o meglio condiviso ciò che conta davvero: la vita e la morte, l’amore, la maternità e la paternità (che altro non sono se non una forma di amore). E anche l’amore per la scrittura, perché no, perché chi scrive ama farlo, ne prova il desiderio e la necessità.

Sette racconti, dunque, sette modi di fare un regalo alla persona (o alle persone) amata (amate). Racconti che colpiscono dentro perché parlano di sentimenti che tutti, in un modo o nell’altro, per un lungo tempo o per brevi istanti abbiamo provato. I protagonisti potremmo essere noi o persone che conosciamo, che ci sono vicine: nelle loro vicende c’è qualcosa che abbiamo vissuto anche noi. Sette regali per il lettore.

Un piccolo grande libro, insomma, che parla al cuore in modo diretto, senza retorica.

I titoli dei racconti

Il regalo
Arthur
La Crociera
Il Compleanno
Lettera a mio figlio
È un regalo per te
Il Settimo Regalo

cover settimo regalo

Sinossi

Cos’è un regalo?
Il riciclo di un oggetto inutile?
Un investimento per il futuro?
Il ricordo di un istante particolare?
Una richiesta di attenzione?
Oppure è un dono prezioso che nasce dal cuore?

Pubblicato in: Citazioni, versi

La signora Kessler – Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters

(Edgar Lee Master (1868 – 1950) * Spoon River Anthology, ovvero l’Antologia di Spoon River è del 1915 – la traduzione riportata è di Fernanda Pivano (1917 -2009))

Questa è un’altra delle poesie che mi piacciono, della raccolta. Per questo parallelismo fra una lavandaia e la Vita, credo.

Il signor Kessler, sapete, era nell’esercito,
e prendeva sei dollari al mese si pensione,
e se ne stava sull’angolo della via a parlare e di politica
o rimaneva in casa a leggere le Memorie di Grant:
e io mantenevo la famiglia lavando
e apprendendo i segreti di tutti
da coperte e coltri, camicie e sottane,
perché le cose nuove diventano vecchie, alla fine,
sono sostituite da migliori o non lo sono affatto:
la gente può prosperare o decadere.
E gli strappi e le toppe si allargano col tempo;
né l’ago e il filo può seguire la rovina,
e ci son macchie che sfidano il sapone,
e ci sono colori che stingono vostro malgrado,
per quanto vi si accusi di rovinare il vestito.
Fazzoletti, tovaglie hanno i loro segreti –
la lavandaia, la Vita, sa tutto intorno a ciò.
E io che andai a tutti i funerali
che ci furono a Spoon River, giuro che mai
ho visto la faccia di un morto senza pensare che pareva
qualcosa di lavato e stirato.

20180301_104409 S Kessler


Pubblicato in: Interviste self, Libri

Intervista a Marialuisa Moro

Eccoci al primo appuntamento con le interviste agli autori self. Oggi vi presento un’autrice di cui ho letto e commentato vari ebook: Marialuisa Moro. Da pochi giorni è uscito il suo ultimo ebook, dal titolo Orrore a Helsinki: thriller finlandese.

  1. Perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a farlo? Per me scrivere è un’esigenza insopprimibile, un modo di comunicare con gli altri.
  2. Perché hai scelto di scrivere thriller, noir, horror? Cosa ti consentono di esprimere? Mi piace sondare i misteri dell’animo umano e dipingere la gente nella sua realtà quotidiana: i generi sopra citati sono quelli che per me più si adattano a questo scopo.
  3. Da cosa prendi spunto per le tue storie? Dalla vita reale che mi circonda, dalle mie esperienze, da persone che conosco, da fatti di cui sento parlare e dalle letture che faccio.
  4. Quanto c’è di autobiografico nelle tue storie? Molto, se intendiamo eventi e persone che hanno fatto parte della mia vita. Direttamente, di autobiografico c’è poco o niente. Non c’è nessun personaggio in realtà che rifletta me stessa, perché ognuno di essi è una mistura di tanti elementi diversi che fanno parte del mio vissuto.
  5. Cosa ti resta più difficile nello scrivere? (Ad esempio l’inizio, la fine, la revisione…) La revisione. La detesto, è la parte veramente ingrata di tutto il processo. Ed estremamente noiosa. Oltre tutto, per quanto riveda, trovo all’infinito qualcosa che sta meglio o una parola più adatta… E’ snervante! Devo costringermi a dire BASTA!
  6. Cosa ti entusiasma di più nella scrittura? L’idea primaria e il processo di elaborazione della trama. Si accende la scintilla, ma poi bisogna creare i dettagli e fare in modo, se si tratta di un thriller, che tutti gli elementi coincidano secondo un nesso logico, fare attenzione a disseminare indizi e sospetti al momento giusto. Richiede elaborazione, ma è divertente. Di solito organizzo questi elementi durante lunghe passeggiate solitarie.
  7. Cosa cerchi o pensi di comunicare/condividere con i tuoi lettori? Le mie idee sulla vita e sull’animo umano. Cerco inoltre di offrire ai lettori qualche ora di piacevole lettura che li astragga dalla vita quotidiana.
  8. Quali sono le tue letture preferite, intese sia come genere che come libri singoli? Naturalmente, i thriller. Anni fa ho fatto una scorpacciata di thriller scandinavi, che senza dubbio mi hanno influenzata, ma non disdegno neanche gli altri generi, purché siano ben scritti e la trama sia interessante. Come autore, adoro Ken Follett, che leggo in lingua originale.
  9. Da quanto tempo scrivi? In maniera costante a partire dal duemila. Prima si trattava di opere abbozzate e non finite. Non tengo conto del mi primo romanzo, scritto a dodici anni.
  10. Trovi stimolante, utile, piacevole la collaborazione con colleghi o preferisci evitarla? La trovo molto utile. Il confronto aiuta a crescere e a migliorare. Leggo sempre molti libri dei colleghi di FB e faccio tesoro dei loro appunti.
  11. Progetti per il futuro, relativamente alla scrittura e dintorni? Progetti? Se una casa editrice di un certo spessore mi notasse, facendomi una buona offerta, sarebbe certo gratificante per me, ma, anche se non accadrà, mi va bene anche così. Ho il mio pubblico di lettori e mi basta. Ognuno di noi scrive per essere letto e questa per me è la soddisfazione principale.

Ringrazio Marialuisa Moro per le sue risposte e per le sue storie che vi invito a scoprire, se già non l’avete fatto.

Ecco due dei suoi thriller:

cover Tarocchi                                        cover puzzle da MM

 

 

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Bisogno di libertà – Björn Larsson #2

(titolo originale Besoin de liberté, trad. Daniela Crocco)

Un libro sostanzialmente autobiografico, in parte nel vero senso della parola perché Larsson narra episodi della sua vita (legati al tema della libertà), in parte mi viene da definirla un’autobiografia del pensiero, dato che lo scrittore espone le sue convinzioni in merito alla libertà e, di conseguenza, ai rapporti fra gli esseri umani; parla anche della letteratura e della funzione che questa ha/dovrebbe avere secondo lui.

cover Bisogno libertà ok

A tratti la lettura di questo libro ha suscitato in me una sorta di invidia per la libertà in cui ha saputo/potuto vivere Larsson, a tratti certe sue affermazioni mi hanno quasi irritata, anche se, forse, sostanzialmente le condivido (forse proprio per quello?).

È comunque un testo interessante da leggere (non amo le autobiografie, ma questa è molto particolare, “poco autobiografica” per quanto riguarda le vicende mentre lo è molto per quanto attiene al pensiero e alla filosofia di vita dello scrittore) perché ricco di spunti di riflessione), perché offre un modo per vedere il mondo con occhi diversi, meno stanziali (almeno per me).

I capitoli che ho trovato più interessanti (e che sono sostanzialmente filosofici) sono La libertà e il problema dell’umano e Libertà e letteratura; nell’ultimo, Libertà: istruzioni per l’uso in dieci lezioni, Larsson riassume in poche pagine il suo concetto di libertà.

Lascio adesso la parola a Larsson stesso, condividendo alcuni brevi brani dal libro, brani che forse desteranno anche il vostro interesse oltre che il mio.

 Mi è impossibile capire la gioia che prova certa gente a «confondersi con la massa». Ecco perché mi riconosco in pieno nella descrizione di Maupassant, nel romanzo Sull’acqua, del suo orrore per le folle: “… Quante volte ho constatato che l’intelligenza si accresce e si eleva non appena si vive soli, si riduce e si immiserisce quando si torna a mescolarsi con gli altri. … Le qualità di iniziativa intellettuale, di libero arbitrio, di riflessione ponderata e perfino di comprensione di qualsiasi individuo isolato, in genere spariscono non appena si sia mescolato a un gran numero di altri uomini.”
La mia avversione per la folla mi ha fatto spesso considerare un asociale e, in un caso preciso, mi è valsa addirittura l’epiteto di «eremita misantropo». Ma mi ha anche vaccinato contro tutte quelle ideologie, tra cui il marxismo, che nascondono il loro disprezzo per gli uomini sotto la vernice seducente di un umanesimo egualitario.

 

E senza sogni, la libertà è solo un miraggio, un’illusione, un castello in aria che crolla al primo soffio.
So che queste parole sembrano uno slogan pubblicitario. Ma non per questo sono false. Bisogna tutt’al più apportare qualche precisazione, come cercherò di fare più avanti. Per ora diciamo semplicemente che per essere liberi bisogna avere fantasia, ma una fantasia radicata nella realtà. Bisogna sapersi immaginare altri modi di vivere, di pensare, di sentire. Non basta sperare. La speranza può dare coraggio, il che non è poco, ma non è perché lo si spera, che si sarà liberi.

 

Da dove mi veniva questo desiderio di scrivere e di essere scrittore…? Ovviamente da una miriade di ragioni e motivazioni diverse. E quelle che spiegano perché continuo a scrivere non sono probabilmente le stesse che mi hanno spinto a cominciare…
scrivere è un lavoro duro, di lungo respiro, che richiede disciplina e implica non pochi sacrifici. …
Ma è innegabile che quando si è immersi in un romanzo, vivere risulta difficile. Prima e dopo si vice, durante, mica tanto.

 

Niente come l’abitudine ti addormenta, manda in fumo i tuoi sogni di un tempo e ti fa credere di esserti già giocato tutto, quando invece la vita è piena di novità e di sorprese. A saper guardare.

 

qualsiasi materia, studiata a fondo, diventa interessante sia da un punto di vista intellettuale che esistenziale.

 

Per poter essere liberi, infatti, è meglio inseguire più di un sogno e investire su più fronti. Si chiama suddividere i rischi.

 

Io no!”
È di quella voce che abbiamo bisogno. Tanto più di questi tempi, in cui l’individualismo conformista è diventato un movimento di massa. Quando ognuno pretende di essere diverso dagli altri e unico al mondo, abbiamo bisogno del coraggio di qualcuno che dica il contrario. Quando tutti, o quasi, reclamano il diritto alla libertà personale, senza alcun riguardo per quella degli altri, abbiamo bisogno di quelli che insistono sul bisogno di amicizia, di solidarietà, di uguaglianza, di fraternità, di tolleranza e e di amore.

 

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Bisogno di libertà – Björn Larsson

Ho iniziato a leggere quest’altro libro di Björn Larsson, in cui lo scrittore racconta i momenti della sua vita più legati al bisogno di libertà.

Pubblico nel seguito due brevi estratti di questo libro.


Ribellarsi a posteriori contro ciò che alcuni chiamano «sorte» e altri «caso», non ha alcun senso. Siamo comunque sempre in ritardo sul destino. Cercare di precederlo per contrastarlo è più o meno vano quanto tentare di sparare più veloce della propria ombra.

 

Non si può essere liberi che con cognizione di causa. Essere liberi non è perdersi e lasciarsi andare senza avere la minima idea di una direzione. È per questo, del resto, che ho sempre provato un’istintiva diffidenza verso ogni tipo di droga. Non capisco il desiderio di alcuni di ubriacarsi, di essere sbronzi. Per essere liberi bisogna essere padroni dei propri atti e non vittime di cause incontrollabili. Bisogna essere realisti, radicati nella realtà, e insieme sognatori, per non rimanere vittime involontarie del mondo reale.


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Agnes, ebook

Da stasera, 27 Gennaio, il mio romanzo Agnes è online sullo store di Amazon.

Cover Agnes

Questa la sinossi:
Agnes ha settant’anni e non si è mai mossa dalla città in cui vive e quasi mai dal quartiere in cui abita e in cui ha insegnato per tanti anni. Un giorno, dopo aver letto la biografia di un pittore a lei sconosciuto sente che è stato il destino a mettere questo libro nelle sue mani e che deve sapere di più sull’artista e vedere i suoi quadri; non trovando alcuna notizia su di lui né in biblioteca né su Internet si reca nel paese in cui sembra che il pittore abbia vissuto ma trovare le sue tracce è quasi impossibile. Agnes comunque non si arrende e, inseguendo il pittore, intreccia nuovi rapporti e si trova, suo malgrado, a tirare un bilancio della propria vita, a scoprire il perché delle scelte fatte e capisce che un futuro è ancora possibile.

Questo il link:
http://www.amazon.it/dp/B01B56NY82

Dall’introduzione:
Se è vero che ogni cosa che scrivo è un’esperienza stimolante, la stesura di Agnes mi ha dato forse qualcosa in più del solito e spero che la lettura risulti altrettanto interessante.
Il testo è frutto di un lavoro lungo, impegnativo e di molte revisioni, mi auguro che i refusi sfuggiti siano davvero pochi (sembra impossibile ma qualcuno si nasconde così bene da passare indenne anche molte riletture).

Una riflessione:
Benché siano già diversi gli ebook che ho pubblicato come self, l’uscita di Agnes mi emoziona particolarmente, non so perché. Eppure tengo a tutte le mie storie (non intendo dire con questo che sono belle storie, solo che per me sono state e sono importanti)…