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La mano – Henning Mankell * Impressioni di lettura

(titolo originale Handen, traduzione di Laura Cangemi; originale pubblicato nel 2013, in Italia nel 2013)

Una storia breve, contrariamente agli altri romanzi che vedono Wallander come protagonista. Sufficiente comunque a ritrovare un vecchio amico. Cercando la casa dei suoi sogni, una villetta con giardino in cui ospitare un cane e trascorrere la vecchiaia, il commissario si trova a dover indagare su un delitto vecchio decine di anni. Lo farà con la consueta caparbietà e umanità, naturalmente.

Anche se non sono sicura di essere d’accordo con questa affermazione, mi piace com’è scritto questo pensiero di Wallander, che va a parlare con Elin Trulsson, una vecchia signora che potrebbe fornirgli informazioni sul vecchio delitto.

Elin Trulsson era una donna molto anziana, con il viso incartapecorito e la pelle solcata da rughe profonde. Wallander la trovò bellissima, come un vecchio tronco. Non era una reazione nuova per lui. La prima volta l’aveva avuta osservando il volto di suo padre. C’era una bellezza che solo la vecchiaia poteva conferire a un essere umano. Nelle rughe di un viso era scolpita una vita intera.

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Piramide – Henning Mankell * Impressioni di lettura

(titolo originale Pyramiden, traduzione di Giorgio Puleo; originale pubblicato nel 1999, in Italia nel 2006)

Si tratta di una raccolta di cinque racconti (o, meglio, quattro racconti e un romanzo breve) che hanno come protagonista Kurt Wallander, il commissario protagonista di nove romanzi. In questi racconti incontriamo Wallander in periodi della sua vita antecedenti l’epoca in cui è ambientato il primo romanzo.

In Il primo caso di Wallander: siamo a Malmö nel 1969 e Wallander è un giovane poliziotto che fa servizio d’ordine alle manifestazioni e sulla strada; è fidanzato con Mona, quella che poi diverrà sua moglie. La morte del vicino di casa lo induce a indagare, un po’ da solo e un po’ come supporto al commissario della sezione investigativa, sotto il quale si troverà successivamente a lavorare.

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Nei racconti La spaccatura (ambientato a Malmö nel 1975), L’uomo sulla spiaggia e Morte di un fotografo (ambientati a Ystad nel 1987 e nel 1988 rispettivamente) Wallander è già nella squadra investigativa, e mostra già tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono anche nei romanzi.

In Piramide, il racconto più lungo (ambientato a Ystad nel 1989), Wallander è già commissario e lavora insieme ai colleghi che si ritrovano nei romanzi, primo fra tutti Rydberg, il poliziotto anziano da cui apprende molto sull’arte delle indagini e di cui conserverà sempre un vivo ricordo.

In questo romanzo breve, in particolare, si assiste al rapporto conflittuale fra Wallander e il padre; quest’ultimo si trasferisce a vivere in campagna, solo; è già ottantenne e riesce a soddisfare uno dei suoi desideri: quello di visitare l’Egitto (l’altro è un viaggio in l’Italia). Quando è al Cairo, però, tenta di scalare la piramide di Cheope e viene arrestato. Wallander deve andare nella capitale egiziana per pagare la multa necessaria ad evitargli la prigione. Il padre, come motivazione della sua azione, dice: «Erano anni che sognavo di farlo. Nient’altro. Io trovo che bisogna essere leali verso i propri sogni.» Trovo che sia un’affermazione molto condivisibile. Wallander stesso, poi, si chiede quanto sia, lui, leale verso i propri, di sogni.

Il simbolo della piramide è presente in tutta la storia, anche nella parte che riguarda l’indagine seguita dal commissario, che immagina le persone coinvolte come vertici della piramide stessa.

Sia i racconti che il romanzo breve sono in perfetto stile Wallander, del resto sono stati pubblicati dopo l’ottavo romanzo (“Muro di fuoco”, casualmente si tratta del primo romanzo di Henning Mankell che ho letto); il commissario è il personaggio umano, a volte e per certi aspetti un po’ debole che appare in tutte le sue storie. A tratti ho trovato i racconti un po’ lenti, mentre il romanzo breve mi è sembrato più fluido, forse perché la vicenda è più complessa.

 

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Libri letti nel mese di Settembre 2015, #3

La terza puntata sulle mie letture settembrine riguarda due libri, una raccolta di tre racconti e un romanzo, entrambi gialli.

Scorre la Senna, Fred Vargas

(titolo originale Coule la Seine, trad. Margherita Botto)
Tre racconti gialli per un totale di poco più di 90 pagine. Gradevoli e leggeri, tutti con il commissario Jean-Baptiste Adamsberg come protagonista. Nel primo racconto (Salute e libertà) l’indagine prende il via da un vagabondo che ha eletto come suo domicilio giornaliero una panchina davanti al commissariato; nel secondo (La notte efferata) la polizia si trova a dover risolvere un omicidio avvenuto la notte di Natale e malamente mascherato da suicidio; nel terzo (Cinque franchi l’una) un sarto senza clienti che si è adattato a vendere spugne, che trasporta in un carrello a cui ha dato nome Martin, è testimone di un tentato omicidio. Personaggi insoliti e originali, quindi, come quasi sempre nelle storie di questa autrice.

L’uomo che sorrideva, Henning Mankell

(titolo originale Mannen som log, trad. Giorgio Puleo)
Questo è il quarto romanzo della serie che ha come protagonista il commissario Kurt Wallander, della polizia di Ystad. Si tratta di un personaggio molto umano, dalla vita non facile (separato dalla moglie, rapporti difficili con il padre e la figlia) ma dotato di un notevole istinto investigativo e di sensibilità.
Wallander è sul punto di dimettersi dal suo lavoro di poliziotto, perché non riesce a superare il fatto di aver ucciso un uomo, ma l’assassinio di un suo amico lo induce a ritirare le dimissioni e a riprendere la sua attività. L’indagine si rivela molto complessa, soprattutto perché molti dettagli indicano che probabilmente nell’omicidio è coinvolto un uomo d’affari ricco e potente, con società e interessi in tutto il globo, e la polizia deve operare con molta cautela. In tutta la vicenda quello che interessa di più non è il chi è stato (quello è in realtà abbastanza chiaro fino dall’inizio) ma il perché e il come, nonché il come trovare le prove.
Ho letto quasi tutti i romanzi con Wallander protagonista e la maggior parte mi sono piaciuti per più motivi, esattamente come questo: la vicenda gialla è interessante, i personaggi sono molto umani e realistici, con le loro debolezze, difetti e slanci, gli eventi delittuosi sono solitamente intrecciati con importanti temi di attualità. In altre parole: Mankell racconta di come vanno le cose al giorno d’oggi per mezzo di storie gialle; inoltre mi consente di conoscere un poco la Scania e la Svezia.


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Almanacco: scrittrici e scrittori nati il 3 febbraio

Ada Negri

(1870 – 1945) , poetessa e scrittrice italiana.
Ricordi di scuola.

Gertrude Stein

(1874 – 1946, scrittrice e poetessa statunitense.
Di lei ho letto “Picasso“, anni fa.

Mino Milani

(1928), scrittore e fumettista italiano.
Di lui ho letto da bambina diversi romanzi con il cow-boy Tommy River come protagonista.

Paul Auster

(1947), scrittore e poeta statunitense.
Di lui ho letto vari romanzi. Quelli che mi sono piaciuti di più o che mi hanno colpita di più sono: “Nel paese delle ultime cose” e “Trilogia di New York“. Nel complesso è un autore che mi piace, anche se i suoi romanzi hanno tutti, qual più quale meno, una componente angosciante, per me.

Henning Mankell

(1948 – 2015), scrittore svedese.
Di lui ho letto quasi tutti i romanzi che hanno come protagonista il commissario Wallander, una personaggio molto realistico, un uomo con le sue debolezze e i suoi conflitti interiori, ed anche altri che non appartengono a quella serie, fra cui “Scarpe italiane“. Come per altri autori del Nord Europa anche grazie a Mankell mi pare di avere una finestra sulla Svezia.
A questo link una citazione dal romanzo “Prima del gelo”.

Gianni Biondillo

(1966), scrittore italiano.
Di lui ho letto vari romanzi, la maggior parte dei polizieschi con Ferraro come protagonista.

Becca Fitzpatrick

(1979), scrittrice statunitense.
Di lei ho letto la serie dei romanzi young adult che inizia con “Il bacio dell’angelo caduto“.