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Laura * racconto

C’è questa donna, grassa. Molto grassa. Si chiama Laura. La conosco. O forse no. Forse l’ho sognata. Però me la ricordo, me la ricordo bene. Anzi, la vedo, come fosse qui davanti e la sento, o meglio, sento i suoi pensieri…

Indossa una vestaglia color latte su cui sono stampate piccole pecore dalle gambe sottili che calzano grossi scarponi colorati: rossi, verdi, blu. Le pecore sono molte e occupano quiete l’intero pianeta Laura, dal peso di centodieci chili, distribuiti malamente lungo un metro e sessantuno di altezza.

È seduta a tavola e compila la lista della spesa da fare domani al supermercato.

Le pecore sorridono e anche lei, né le une né l’altra sanno bene perché.

Forse solo perché sorridendo è più facile tirare avanti. Sempre che una ci riesca o, comunque, fino a che una ci riesce.

Lei finora c’è riuscita, o almeno questo è ciò che pensa, nonostante difficoltà, delusioni, abbandoni, fatica, solitudine. Le pecore ci riescono semplicemente perché qualcuno le ha disegnate così, con quel sorriso tranquillo, pacato, appagato.

Rilegge quel che ha scritto, non le viene in mente altro e posa la penna.

È l’ora di andare a letto, anche se non ne ha molta voglia: vorrebbe qualche cosa da fare, qualcuno con cui uscire, parlare.

Una pecora con gli scarponi verdi la guarda dall’avambraccio sinistro, lei le restituisce lo sguardo e nel farlo avverte come un solletico sulla guancia.

È una lacrima che scende lenta.

“Non voglio piangere. Non serve.” Dice alla pecora e sembra che la pecora, con i suoi scarponi verdi, annuisca.

Pecore su una vestaglia comprata al supermercato: anche la sua vita è da supermercato, tutto quello che fa è da supermercato: lavorare, mangiare, dormire, leggere, ascoltare musica. Una moltitudine di azioni e di cose in cui affogare, smarrirsi, poi prendere questo e quello e quell’altro ancora per sentirsi alla fine sempre più vuota.

Anche se “vuota” non è il vocabolo adatto per descriverla. Proprio no. È grassa, come ho detto. Irrimediabilmente grassa.

Forse c’è un punto di non ritorno per l’ingrassare e magari lo ha già superato. Oppure potrebbe ancora perdere un po’ di quel peso, se decidesse di provarci.

Scuote il capo: non ci proverà.

No, non ci proverà. Ormai, il suo grasso è un compagno da cui trova impensabile separarsi, non tanto per la difficoltà di seguire una dieta quanto perché la sovrabbondanza di carne che l’avvolge morbida e calda come una cuccia confortevole, è il suo guscio di chiocciola gigante dove si rifugia perennemente e da cui si affaccia di quando in quando per guardare la vita che le scorre intorno. Se ne sta lì, nascosta e protetta dagli spigoli che potrebbero ferirla, dal duro che la circonda, come un grosso cactus di quelli che le piacciono tanto.

Forse ha una predilezione per le piante grasse perché le somigliano.

Anche se, a ben vedere, non le somigliano per niente: loro hanno le spine e lei no. E poi loro, sia pure di rado, fioriscono e lei no.

Comunque sia, riesce a tirare avanti, no? E forse senza essere neppure troppo infelice.

Talvolta, però, come stasera, il grigio l’avvolge in un bozzolo appiccicoso e le toglie il respiro. Tutto si rivela allora impietosamente insensato, vano. Un percorso assurdo e insignificante verso una meta nota e ignota nello stesso tempo: la morte.

Sospira.

Ecco, sospira ancora, guardando senza vederle le pecore con gli scarponi colorati che continuano a sorridere dalla vestaglia. Se le vedesse vorrebbe spiegare loro che, in realtà, non c’è proprio niente per cui sorridere.

Niente.

(In realtà è un adattamento del primo capitolo di “Pecore con gli scarponi“, una mia storia a puntate ancora incompleta)

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L’isola del male– Marialuisa Moro * Segnalazione

Segnalo la pubblicazione del nuovo ebook di Marialuisa Moro, L’isola del male”. È il sesto thriller della serie norvegese, che racconta di una nuova indagine di Mina Halvorsen. A questo link potete leggere l’intervista che ho fatto a questa scrittrice, di cui ho letto e presentato molti romanzi.

L’ebook è già disponibile sullo store di amazon anche con l’abbonamento kindle unlimited e presto lo sarà anche in formato cartaceo.

Nelle parole dell’autrice una breve presentazione della serie norvegese e di questo romanzo:

Miei cari lettori, vi presento il sesto thriller della serie norvegese: L’ISOLA DEL MALE.

Che barba! Dirà qualcuno. Tranquilli. Ė anche l’ultimo. Non in assoluto, spero, se non muoio prima, ma l’ultimo di questa serie, che mi ha preso la mano in modo imprevedibile.

Partita con PUZZLE, che in origine doveva essere un breve romanzo a sé, ispirato dal mio viaggio a Capo Nord, ho ripreso il personaggio del commissario Stig Olsen, mettendogli accanto l’agente Mina Halvorsen in DELITTI ARTICI, per poi continuare con “la coppia che scoppia” tra delitti e misteri, in UN PASSATO SCOMODO, OCCHIO PER OCCHIO, L’ELMO DI ODINO e L’ISOLA DEL MALE.

Quest’ultimo è diverso dai precedenti per le tematiche trattate (la maternità nei suoi vari aspetti: desiderata, accidentale e negata) e per l’epilogo. Leggete e lo scoprirete.

Buona lettura!

Sinossi

Un periodo molto duro per l’ispettore Mina Halvorsen. Tutto il suo mondo sembra sgretolarsi da ogni punto di vista.

Un incarico la porta di nuovo lontano da Stig e si trova ad affrontare un caso complesso, che sembra collegato a un altro, avvenuto a Oslo cinque anni prima. In un’altalena di eventi che sembrano aprire uno spiraglio di luce e finiscono nel buio, sospetti che non trovano appigli concreti, menzogne e astrusi personaggi, Mina si trova tremendamente sola e delusa. Tutto sembra arenarsi.

Quando la soluzione si presenta a portata di mano… Cosa ha deciso il destino per lei?

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La spiaggia degli affogati – Domingo Villar * impressioni di lettura

(Titolo originale “La playa de los ahogados”, trad. Simone Cattaneo; originale pubblicato nel 2009; edizione italiana da me letta; (digitale) Ponte alle Grazie del 2021)

La spiaggia degli affogatiè un romanzo giallo ambientato in Galizia, più precisamente nella regione di Vigo; è il secondo pubblicato da Domingo Villar, e ha nuovamente come protagonista l’ispettore Leo Caldas.

La vittima è un pescatore; forse si è suicidato, più probabilmente è stato ucciso. L’indagine si rivela lunga e difficile, soprattutto per la reticenza di alcuni personaggi. Pare che la morte sia collegata a un naufragio avvenuto da oltre dieci anni… per la trama vi rimando alla sinossi.

Il modo di narrare di Villar è piuttosto lento, soprattutto nella prima metà del libro, che è quella in cui le indagini sembrano non procedere per niente. Nella seconda parte ci si avvicina alla verità e la sensazione di lentezza diminuisce.

I capitoli in cui è diviso il romanzo sono brevi, di poche pagine, mi pare che nessuno arrivi a dieci. Hanno come titolo una parola che ha rilevanza nel testo che la segue. Della parola, però, vengono date tutte (o molte) definizioni, come su un vocabolario, e questo, a mio parere, rende la lettura frammentata: quando si finisce un capitolo, prima di poter continuare con la vicenda, ci si imbatte in alcune righe che con la storia c’entrano solo perché la parola del titolo in qualche modo rappresenta le pagine successive. Avrei potuto saltarle, naturalmente, queste righe, ma non l’ho fatto perché se l’autore ce le aveva messe era ovvio che volesse farle leggere.

La lentezza non mi ha disturbata più che tanto, le definizioni invece, le ho trovate un poco fastidiose. A parte ciò la storia e l’ambientazione sono interessanti e i protagonisti realistici. Non ci sono rivelazioni dell’ultimo momento, tutte le informazioni si vengono a conoscere in modo graduale, via via che l’ispettore Caldas le ottiene.

Il protagonista, l’ispettore Caldas, appunto, è un uomo piuttosto solitario, dedito al suo lavoro; rimpiange Ada, forse una moglie da cui è separato (magari nel primo romanzo della serie questa situazione era stata spiegata); ha un padre, vedovo, che si è dedicato da anni con passione e successo a coltivare viti e a produrre vino e uno zio paterno malato, che è ricoverato in ospedale e che lui non va a trovare quanto vorrebbe (o sente che dovrebbe), a causa del lavoro. Partecipa a una trasmissione radiofonica – che gli ha portato una certa fama – in cui risponde alle domande dei cittadini, domande che sono quasi sempre solo proteste che lui inoltra al comando dei vigili urbani alla fine di ogni puntata. Ha per assistente un muscoloso aragonese, che sarebbe sempre pronto a usare le maniere forti, sia con le porte che non si aprono sia con le persone che non rispondono alle domande e che perciò Caldas deve spesso tenere a freno.

I personaggi, sia quelli che ruotano intorno all’ispettore, sia quelli coinvolti nel fatto di sangue, sono credibili e coerenti, ben disegnati.

Ultimo ma non ultimo elemento interessante è il mare (anche se Caldas soffre il mal di mare): è decisamente un protagonista, vuoi perché la vittima è un pescatore vuoi perché le persone che lo conoscevano sono tutte pescatori o comunque abitano nello stesso suo villaggio di pescatori, vuoi perché la vicenda sembra intrecciata a quella di un vecchio naufragio… Il mare può nascondere, può mostrare, può uccidere, può appassionare.

Annotazione a margine

La fascetta con cui sono legate le mani del pescatore annegato è verde e non ha un marchio o altro che possa far risalire al fabbricante. L’aiutante di Caldas dice allora: «Sarà cinese… ormai tutto è cinese.» Questa osservazione mi ha colpita, perché è quanto mi capita sia di dire spesso sia di sentir dire.

La sinossi (da amazon)

Un mattino di ottobre, sulla spiaggia di Panxón, a sud di Vigo, il mare restituisce il corpo di un pescatore annegato. Non si tratta di una disgrazia: l’uomo ha le mani legate con una fascetta. Potrebbe sembrare un suicidio, anche perché il Biondo era incline alla depressione e aveva un passato da tossicodipendente. O forse dovrebbe sembrare un suicidio, come sospetta l’ispettore Caldas. Forse la causa della morte è da cercare nei misteri che ancora avvolgono un altro naufragio, vecchio di dieci anni. Forse davvero, come sostiene qualcuno nel paese, un fantasma si aggira in cerca di vendetta… Torna l’ispettore Leo Caldas, e con lui tornano i suoi comprimari: i colleghi del commissariato — a cominciare dal fido ma impetuoso aiutante aragonese Estévez —, il padre ritiratosi fra le sue vigne, l’insopportabile conduttore radiofonico Losada, i «filosofi» della taverna di Eligio. Torna, soprattutto, la Galizia di Domingo Villar, autentica coprotagonista: sole bruciante e nebbie, piogge improvvise, marinai taciturni, bar, osterie e quell’oceano che la isola e la unisce al resto del mondo. La spiaggia degli affogati è il romanzo che ha confermato il talento di un grande autore. Nella costruzione della trama come nella caratterizzazione dei personaggi e dell’ambientazione, nel mirabile uso del dialogo e nella straordinaria capacità di gestire il ritmo della narrazione, Villar è un autentico maestro del noir moderno.

L’autore (dal libro e da wikipedia)

Domingo Villar (nato nel 1971 a Vigo, in Galizia) è uno scrittore di gialli spagnolo. Ha pubblicato due romanzi con l’ispettore Leo Caldas, un detective galiziano, e Rafael Estévez, il suo assistente aragonese (di Saragozza). Entrambi i romanzi sono stati pubblicati prima in galiziano e poi tradotti in spagnolo dall’autore stesso. Da “La spiaggia degli affogati” è stato tratto un film diretto da Gerardo Herrera.

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La Nazione delle Piante – Stefano Mancuso * impressioni di lettura

Questo breve saggio è stato pubblicato nel 2019 da Edizioni Laterza sia in versione cartacea che digitale.

L’autore, prendendo spunto dalle caratteristiche delle piante evidenzia le fragilità degli organismi animali e gli errori commessi dalle società, soprattutto moderne.

Ipotizzando una Costituzione della Nazione delle Piante, Mancuso ricorda come i comportamenti umani, in particolare quelli degli ultimi decenni, stiano letteralmente consumando la Terra, esaurendo le risorse non rinnovabili e causando un’estinzione di massa di innumerevoli specie viventi. Una nuova estinzione di massa, sì, come quella che causò la scomparsa – fra gli altri – dei dinosauri; solo che questa volta è l’uomo, con la sua “intelligenza superiore” a determinarla. Il tasso di estinzione delle specie viventi attuale è di molte volte superiore a quello che si stima essere stato prima della comparsa dell’uomo e i modelli matematici ipotizzano un suo ulteriore forte aumento. L’autore definisce questi numeri come quelli di un’apocalisse.

Portando l’attenzione del lettore sulle differenze fra le piante e gli animali, Mancuso afferma che il regno vegetale è erroneamente considerato meno evoluto di quello animale e, descrivendo alcune caratteristiche di entrambi, motiva questa sua affermazione.

Gli organismi animali hanno un’organizzazione (chiedo scusa per il gioco di parole) gerarchica e centralizzata (cervello comanda gli altri organi) e con le funzioni concentrate nei vari organi (occhi, orecchie, polmoni ecc) mentre le piante hanno un’organizzazione decentrata, distribuita: tante foglie, tante radici. Questo consente alle piante di essere indipendenti dal funzionamento di un singolo organo, perché di ciascuno hanno moltissime repliche. La struttura dell’organismo animale viene riprodotta anche a livello sociale e anche in questo caso presenta gli stessi problemi (ad esempio se viene a mancare il capo viene compromesso il funzionamento dell’intera struttura); inoltre si hanno anche altri inconvenienti, come il proliferare della burocrazia e ritardi e incomprensioni nelle comunicazioni.

Le piante sono maestre della cooperazione. Probabilmente a causa del fatto che gli organismi vegetali trascorrono tutta la loro vita nello stesso luogo in cui nascono, hanno sviluppato moltissime le simbiosi fra loro. (Un altro aspetto che l’uomo dovrebbe prendere a esempio.)

Insomma “La Nazione delle Pianteè un piccolo libro denso di idee e di moniti, scritto con un linguaggio chiaro e preciso, basato su dati scientifici. Secondo me testi come questo dovrebbero essere letti – e magari commentati – in tutte le scuole superiori.

L’autore

Stefano Mancuso, nipote dello scrittore Michele Mancuso, afferma di essersi particolarmente interessato alle piante solo in età adulta, all’università, durante gli studi.

Dal 2001 è professore all’Università di Firenze e nel 2005 ha fondato il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, destinato agli studi sul comportamento delle piante. Nel 2010 ha tenuto una conferenza a Oxford su come le radici vanno, nel terreno, alla ricerca di spazio colonizzabile, acqua e nutrienti. Nel 2012, nel progetto Plantoïd, ha preso parte alla creazione di un robot bio-ispirato (imitando alcune capacità delle radici), robot che potrebbe ad esempio esplorare un terreno difficilmente accessibile o contaminato da un incidente nucleare o da un attacco batteriologico.

Nel 2013 ha pubblicato “Verde brillante: Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale”, scritto assieme ad Alessandra Viola. Nel 2014, all’Università di Firenze, ha creato una start-up specializzata sulla biomimesi delle piante (tecnologia che imita determinate capacità delle piante) e una serra galleggiante autonoma che nel 2016 ha prospettato al governo cileno.

(fonte Wikipedia)

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Il mestiere di vivere – Cesare Pavese * citazione #13

Ancora qualche frase, brevissima, da “Il mestiere di vivere”, il diario di Cesare Pavese. Non necessariamente sono d’accordo con le sue affermazioni, le riporto come suoi pensieri.

1940

12 settembre

La vita pratica si svolge nel presente, la contemplativa nel passato. Azione e memoria.

12 ottobre

L’amore ha la virtù di denudare non i due amanti l’uno di fronte all’altro, ma ciascuno dei due davanti a sé.

15 ottobre

Le cose si ottengono quando non si desiderano più.

Pubblicato in: I miei libri, Romance & rosa

La scommessa – Doppio gioco * libro di carta nuova edizione

Una nuova edizione anche del formato cartaceo, con la prima di copertina allineata a quella dell’ebook (opera di Romance Cover Graphic) per il mio romanzo: : “La scommessa – Doppio gioco

Una storia rosa con sfumature gialle.

Asia è una giovane donna intelligente e determinata che, dopo la morte dei genitori, gestisce insieme al fratello gemello Adriano l’azienda di famiglia, la Puccini System, che produce sofisticati sistemi di Intelligenza Artificiale.
Da qualche tempo la Riv Solution, una delle ditte concorrenti, sviluppa prodotti troppo simili a quelli della Puccini System e questo induce i gemelli a ritenere che qualcuno rubi i loro progetti per conto dell’azienda rivale.
Asia, esasperata dalla situazione, decide di occuparsi in prima persona delle indagini e scommette con il fratello di riuscire a individuare come avvengono i furti di idee e chi li commette.
Si fa perciò assumere, sotto falso nome, dalla Riv Solution.
Fino dai primi giorni, il suo capo e un altro dirigente, entrambi uomini affascinanti, iniziano a contendersi le sue attenzioni con galanti inviti a cena e intense partite a tennis. Asia cerca di non lasciarsi coinvolgere ma le rimane sempre più difficile resistere all’attrazione che prova per uno dei due colleghi e fingere di essere qualcun altro. Le cose si complicano ulteriormente quando le sue indagini sembrano indicare che il colpevole sia proprio l’uomo di cui si sta innamorando…

… mi domando se riuscirò nel mio intento. In qualche momento la convinzione di farcela vacilla un poco: me la cavo bene con l’informatica e ancora meglio nel mio lavoro ma non sono brava a mentire mentre una spia, o meglio una contro spia, che è il ruolo che mi sono imposta, dovrebbe esserlo. È la sfida più ambiziosa che abbia mai affrontato e mi impegnerò al massimo: la posta in gioco ne vale la pena.

Pubblicato in: Libri

Immunità di gregge – Marco Bonafede * impressioni di lettura

Immunità di gregge” è un fumetto che non racconta una storia ma spiega a cosa serve vaccinarsi (contro il covid in questo caso, ma il discorso vale anche contro eventuali altre malattie).

Il compito di illustrare l’utilità del vaccino è affidato al dottor Salk, lo scopritore del vaccino contro la poliomielite; questi incontra vari personaggi con i quali discute sulla necessità di vaccinarsi per proteggere se stessi e gli altri. Sottolinea il fatto che al giorno d’oggi i virus viaggiano molto velocemente grazie agli aerei e anche quanto i social siano diffusori di notizie false e fomentatori d’odio.

Il dottor Salk si esprime con chiarezza e semplicità e questo rende il fumetto adatto anche a una lettura condivisa con dei bambini.

I disegni sono molto gradevoli, come anche – a mio parere – la copertina.

Immunità di gregge” è disponibile su amazon sia come ebook che in formato cartaceo.

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Stella Nera – Marco Freccero * impressioni di lettura

In questo articolo vi parlo dei primi due libri della serie “Stella nera”, cioè Le luci dell’Occidente”, uscito alla fine del 2020, e “La promessa”, uscito alla fine del 2021. L’autore pubblicherà il terzo e ultimo fra circa un anno, alla fine del 2022 o agli inizi del 2023.

In realtà si tratta delle tre parti di un unico romanzo, ambientato negli anni Ottanta a Savona, che narra principalmente le vicende di alcuni giovani obiettori di coscienza che prestano il servizio civile presso la Caritas, occupandosi del doposcuola per ragazze e ragazzi che vivono in situazioni difficili e che pertanto hanno bisogno di aiuto, e di due anziani, che abitano nello stesso palazzo di una donna straniera, tedesca o forse ungherese. Presto si scopre che in qualche modo sia donna che i tre giovani hanno a che fare con un piccolo quadro del Bernini, un ‘opera di grande bellezza, scomparsa dai tempi della guerra.

Ne “Le luci dell’Occidente” la storia prende l’avvio con la morte (naturale) della donna, una solitaria per niente cordiale con i vicini; solo Leonardo Perrone, che abita sul suo stesso pianerottolo, andava a trovarla per offrirle qualche piccolo aiuto, come gli era stato chiesto di fare dal canonico della cattedrale. È proprio Leonardo a scoprire che la donna è morta, quando entra per vedere come sta; approfittando della situazione – la donna non riceveva molte visite e quindi probabilmente non aveva parenti – l’uomo si appropria di alcuni oggetti e di un po’ di denaro, prima di chiamare l’ambulanza e il medico.

Il furto si rivelerà molto meno insignificante di quanto Leonardo aveva creduto e gli procurerà molti guai, perché la donna celava segreti legati ai nazisti che interessano a misteriosi e pericolosi personaggi. Fra questi segreti il più importante sembra essere il luogo dov’è nascosto il quadro del Bernini, opera sulla cui vicenda – forse leggenda – una professoressa di storia dell’arte sta scrivendo un libro.

La storia del quadro scomparso è anche una sorta di filo conduttore intorno a cui si svolgono le vicende, quotidiane e non, dei giovani obiettori (i rapporti con i ragazzi del doposcuola e con i loro insegnanti, le visite alla professoressa di storia dell’arte) e dei due anziani vicini della donna tedesca (l’amicizia che li lega, le conseguenze del furto per Leonardo).

Nella seconda parte (“La promessa”) la situazione si evolve un poco, soprattutto per quanto riguarda le vicende personali dei giovani, che vivono anche problemi d’amore, e degli anziani vicini della donna defunta, come i problemi del più vecchio con i figli che vivono in Sicilia. I caratteri dei protagonisti vengono ulteriormente approfonditi, come pure le loro motivazioni e aspirazioni. Il mistero che riguarda il quadro scomparso assume toni sempre più cupi e appaiono sulla scena personaggi molto inquietanti.

In effetti l’aggettivo inquietante descrive l’intero romanzo, perché, come scrive l’autore nella sinossi, sembra proprio che i totalitarismi del XX secolo non siano morti ma abbiano solo cambiato pelle. Certo, a fare da contrappeso, ci sono gli ideali dei tre giovani che prestano il servizio civile, ma il male ha tante forme sotto cui manifestarsi e non tutte (anzi, forse la maggior parte) facilmente riconoscibili.

Nel seguito qualche citazione, brani che mi hanno colpita e su cui vale la pena riflettere (i primi due da “Le luci dell’Occidente”, gli altri due da “La promessa”).

Filippo proseguì: «Nessuno ormai si fa più questa domanda: “Come salvare”. È un affare troppo grosso e il mondo non sa che farsene di una domanda del genere. Chiedigli come fare i soldi, come diventare famoso, e te lo spiegherà. Ma non infastidirlo con una questione del genere. Perché gli ricorda l’unica cosa che sa fare bene: creare ingiustizie».

La donna disse: «Parlavo del lavoro, sì. Un tempo il lavoro aveva valore in sé, e si aveva rispetto e amore per quello che si otteneva. Ai giorni nostri conta che cosa posso guadagnare da questo, quanto posso ricavare da quello. Il lavoro che facevano i nostri padri, e nonni: c’era orgoglio per quello che si realizzava, e ci si metteva tutta la cura necessaria. Era opera delle proprie mani, e ciascuno aveva la consapevolezza di costruire qualcosa prezioso più dell’oro. Perché lì ci finiva il proprio onore, il proprio passato, la propria tradizione. Il denaro non c’entrava nulla, non lo si faceva così bene per il denaro. Ma perché così si doveva fare, e basta. …»

«Non è un fallimento a decretare la fine di tutto. Ma la rassegnazione».

«… Perché quando tu hai accesso alla testa della gente, presto conquisti la loro anima, e fai fare loro quello che vuoi. …»

In conclusione “Stella Nera” è davvero un buon romanzo. Freccero ha qualcosa da dire, lo dice e sa come dirlo, creando al contempo una trama avvincente con personaggi molto realistici e ben disegnati. Aspetto con pazienza ma con curiosità la terza parte, sicura che non ne sarò delusa.

Il romanzo è disponibile sia in formato digitale che cartaceo sui vari store.

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La ribelle dell’est – Sergio Bertoni * Impressioni di lettura

Il romanzo, disponibile su amazon sia in formato ebook che come libro cartaceo, è il terzo della serie “Delitti misteriosi”, storie accomunate dalla presenza di Claudio Marchesini, curioso e intraprendente maestro in pensione, e del suo ex allievo e ora maresciallo capo dei carabinieri Leopoldo Antinori.

In questo romanzo, ambientato ancora una volta a Valdrusina, in Val d’Aosta, il maestro Marchesini, (protagonista indiscusso di “Delitti misteriosi” e di Provaci e sei morto”) non è il personaggio principale. Infatti, al centro della storia c’è Yelena, la ragazza rumena che il lettore ha conosciuto nel precedente romanzo (“Provaci e sei morto”), che, insieme ad Alfonsina, la nipote del boss siciliano Don Saru, e al gruppo della “fratellanza” albanese diretta da Kobaisi, si trova a dover affrontare un nutrito gruppo di criminali colombiani che è sulle tracce di una cospicua partita di droga e che si occupa anche del traffico di organi e del racket della prostituzione, intercettando donne e bambini migranti in mare mentre cercano di raggiungere le coste italiane. Per Yelena c’è anche la possibilità di un amore, sentimento che la spaventa, a causa delle esperienze vissute.

La ribelle dell’est” è una bella storia, con molti personaggi, ben descritti e interessanti. La trama gialla è intrigante e si intreccia in modo coerente e graduale con la vena romantica. Come sempre nei libri di Sergio Bertoni il linguaggio è fluido e la lettura gradevole.

Il romanzo tratta molti temi di grande attualità, dal traffico di organi all’accoglienza dei migranti, dalla tratta delle donne per costringerle alla prostituzione allo spaccio di droga e si potrebbe obiettare che il lieto fine per una storia che parla di mafie e cartelli colombiani e traffici di ogni genere sia poco realistico. Ma almeno quando si legge vedere che la giustizia e la solidarietà alla fine trionfano è confortante e aiuta a sperare che, prima o poi, questo possa accadere anche nella realtà.

Sinossi

Non c’è pace per Yelena, la bellissima ragazza rumena, esperta di arti marziali, che ha attraversato mezza Europa per vendicare lo stupro e l’assassinio della sua adorata sorellina. Spietati criminali appartenenti a un “cartello” colombiano, associato a mafie pugliesi e calabresi sono arrivati in Italia alla ricerca di un enorme quantitativo di droga, che sembra scomparso nel nulla.

È possibile che solo Yelena sappia dove é stato nascosto? Lo spaccio di droga è solo una delle attività della cosca colombiana che si arricchisce anche con il traffico di organi e con la prostituzione, grazie al rapimento di giovani donne e di bambini migranti che tentano di sfuggire dalla guerra e dalle persecuzioni. Contro questi delitti si batte Yelena, coadiuvata dalla “fratellanza” albanese diretta da Kobaisi, e da Don Saru. Non mancano il maestro Marchesini, il maresciallo Antinori, Alfonsina, la contessa Ottaviani, e altri personaggi già presenti nei precedenti volumi della serie.

Agim Sinani il giovane albanese intensamente attratto dall’intrepida ribelle dell’est riuscirà, rischiando la vita, a salvarla dalla prigionia e dalle torture e conquistarla con il suo amore?