SENZA NESSUN FUTURO

Questo racconto si ispira a L’anno della morte di Ricardo Reis, romanzo di José Saramago il cui protagonista è uno degli eteronimi di Fernando Pessoa, il medico e poeta Ricardo Reis.
Narra la storia di Lidia, cameriera e amante di Ricardo Reis.
Lidia mi ha narrato qualcosa che succede dopo la fine del romanzo di Saramago: mentre raccoglie le cose appartenute a Ricardo Reis dopo la morte di lui e ricorda i momenti trascorsi insieme a lui, riflette su di sé e sui problemi che l’attendono; la sua vita si annuncia ancora più difficile che in passato, ma lei si ripromette con determinazione di non lasciarsi sconfiggere. Mi è sembrato che già nelle pagine di Saramago si potesse intuire in parte un possibile futuro di Lidia, una delle molte indimenticabili figure femminili di questo grande scrittore, e ho cercato di delinearlo. La poesia che ho riportato è di Pessoa, fa parte delle Odi di Ricardo Reis (traduzione di Antonio Tabucchi).
(Ho pubblicato il racconto, in due parti, anche su Wattpad)

 

E la gente non se lo sogna neppure che chi finisce una cosa non è mai quello che l’ha cominciata, anche se entrambi hanno un nome uguale, che è solo questo a mantenersi costante, nient’altro.

(J.Saramago, “L’anno della morte di Ricardo Reis”)

Lidia varca la soglia in punta di piedi, ma non c’è nessuno che i suoi passi possano svegliare. L’uomo che l’abitava, il dottor Ricardo Reis, è morto. È proprio per questo che lei adesso si trova lì: l’amministratore, complice una vicina, l’ha rintracciata per affidarle il compito di liberare l’appartamento. Le ha chiesto se sapesse di parenti o amici del defunto, lei ha fatto un cenno di diniego. La vicina ha confermato: l’unica persona che è stata vista varcare quella soglia con regolarità è la donna delle pulizie, cioè lei, Lidia. E così eccola, nel suo giorno libero, a togliere le tracce del passaggio di Ricardo Reis dalla casa.

Non tutto si può cancellare, però. Non il figlio che le sta crescendo dentro, suo e del dottore, ma in realtà soltanto suo. Lidia esita guardandosi intorno, rivede l’uomo seduto al tavolo, in piedi accanto alla finestra: i ricordi, anche se pochi e non tutti felici, le si affollano intorno. Alza una mano per disperderli e apre il primo cassetto del mobile dello studio.

C’è una cartella di cartone consumato e ingiallito, legata con nastri e, al suo interno, fogli coperti di righe spezzate. Una parola al centro del primo foglio: Odi; sotto, in caratteri più piccoli, un nome: Ricardo Reis.

Lidia volta le pagine e le carezza. Forse Ricardo Reis ha scritto quanto non sapeva dire con la voce, né a lei né ad altri. La calligrafia è difficile da decifrare, alcune frasi sono cancellate con un tratto di penna, alcune parole corrette. Gli a capo irregolari le rivelano che si tratta di poesie. Si sorprende nel leggere qua e là il suo nome, ma le date segnate in calce indicano che le Odi sono state composte tutte in anni precedenti il suo incontro con il dottore, perciò non possono essere dedicate a lei come, per un attimo, si è sorpresa a sperare.

Non è lei, no, quella Lidia. Pure, avverte che non è solo un caso che lei e l’altra portino lo stesso nome. Con fatica, ostinata, legge e rilegge otto versi composti intorno al suo nome.

Non volere, Lidia, costruire nello spazio
che immagini futuro, o prometterti
un domani. Si compie oggi, senza aspettare.
             Tu stessa sei la vita tua.
Non ti destinare: non sei futura.
Chi sa se, fra la coppa che vuoti
e la stessa di nuovo colma, a te la sorte
            non interpone l’abisso?

Li impara quasi a memoria: non è sicura di averli compresi, ma, se sì, esprimono quanto lei stessa sente anche se non sa comunicarlo con le parole. Senza conoscerla, prima di conoscerla, Ricardo Reis l’aveva dunque immaginata? Oppure no, le si era avvicinato proprio per il suo nome… Ma ti chiami Lidia e dici le cose in un modo… La frase le torna in mente all’improvviso, frammento di un dialogo avuto pochi giorni prima che lui lasciasse l’albergo per trasferirsi in quella casa, quando le aveva augurato anche di trovare un buon marito, mentre a lei del marito non importava, stava bene distesa accanto a lui, stava bene così e basta, senza nessun futuro.

Lidia scuote il capo e chiude la cartella. Non è mai stata niente per Ricardo Reis. La cameriera con cui fare l’amore, tutto qui. Sospira ripensando ai momenti passati insieme, alle carezze e ai distacchi che, lo sa bene, dispiacevano solo a lei. Pochi giorni dopo che si erano conosciuti, quando ancora Ricardo Reis abitava all’hotel Bragança e le dava del lei, le aveva detto: Lei è molto bella. E un’altra volta Sarò sempre tuo amico. Frasi che le avevano scaldato il cuore, per un poco. Il suo ruolo era presto cambiato da cameriera che porta la colazione e rifà il letto a cameriera-amante, ma amante lo era solo nel chiuso della camera, dove nessuno poteva vederli. Anche lì, in quella casa, i loro incontri erano clandestini, mostrarsi insieme non sarebbe stato concepibile. Dottore e cameriera, sempre, mai un rapporto da pari a pari. Forse, però, le voleva bene. Non nel modo che può riempirti la vita, piuttosto in un suo modo schivo e incapace di superare le convenzioni.

Di sicuro aveva sbagliato lei, quando quella notte d’inverno aveva varcato la porta della camera, che Ricardo Reis aveva lasciato socchiusa, e si era infilata nel suo letto infreddolita; ma la sua vita era così triste: Lidia sa che, se tornasse indietro, farebbe ancora una volta quello che ha fatto.

Comunque ormai non importa più, tutto appartiene a un passato che, per quanto sia vicino, è lontanissimo. Ricardo Reis è morto e lei aspetta un bambino. È al domani che si annuncia incerto e difficile che deve e vuole pensare.

 

Il libro dell’inquietudine, Fernando Pessoa #16

Quando viviamo costantemente nell’astrattezza (sia essa l’astrattezza del pensiero o quella della sensazione immaginata) finisce che, addirittura contro il nostro stesso sentimento e la nostra volontà, le cose della vita reale che in accordo con noi stessi più dovremmo sentire, diventino per noi dei fantasmi.

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La caccia, Riccardo Pietrani * Presentazione

È uscito oggi, 22 settembre 2016, il romanzo di fantascienza La caccia, secondo episodio della saga Progetto Abduction, un romanzo di fantascienza scritto da Riccardo Pietrani, un autore di cui ho apprezzato le precedenti pubblicazioni.

Il formato è ebook kindle e si può acquistare sullo store Amazon.

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Questa la sinossi

Enrico è al settimo cielo. Il tumore al cervello che gli era stato diagnosticato e per il quale avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico sembra inspiegabilmente scomparso.
Tornato a casa, viene contattato da un suo vecchio compagno delle scuole medie, Antonio Mandara, che stranamente è al corrente del suo stato di salute. Enrico scoprirà che un intero gruppo di persone è venuto a sapere delle sue condizioni… e che la risposta al mistero potrebbe risiedere in ciò che è accaduto due settimane prima, quando nel suo quartiere è stato avvistato qualcosa di indecifrabile.

La cover è opera di Mala Spina.

 

Riporto anche la sinossi del primo episodio, dal titolo Missing time.

La nostra mente non è in grado di concepire la quarta dimensione, il tempo: ci limitiamo a suddividerlo tramite un’unità di misura convenzionale. Senza questo parametro per noi il tempo non esiste, e i giorni si susseguono scanditi solamente dall’alternanza fra la luce e le tenebre.
Per questo motivo molta gente non si accorge della sparizione di intere porzioni di tempo dalle proprie vite. Possono essere pochi minuti, o addirittura pochi secondi, per i nostri orologi. Può accadere a chiunque, in ogni momento.
Anche mentre stai leggendo queste righe.
E non è un fenomeno naturale.

A questo link si possono leggere le mie impressioni di lettura su Missing time.

 

Come (non) promuovere un ebook self #4

Ecco un’altra riflessione su alcune delle strategie promozionali di cui si legge in giro per la rete.

Consiglio numero 6 – Blog tour e simili

Non ho mai partecipato con uno dei miei ebook a un blog tour, ma dalle esperienze di alcuni colleghi mi sembra che spesso non sia un meccanismo molto utile. Anche in questo caso penso che dipenda molto dal genere cui appartiene la storia, nonché dalla popolarità dei blog in cui il tour fa “tappa”.

Consiglio numero 7 – promozioni e sconti

Un paio di volte ho partecipato a iniziative tipo “La notte bianca degli ebook” in cui tutti gli ebook partecipanti venivano venduti scontati, ovvero a 0,99 €. Pur essendo coinvolti molti blog nella pubblicità dell’evento i miei ebook non sono stati scaricati. Analogamente, quando ho tenuto il prezzo a 0,99 per qualche settimana (per gli ebook che non sono sempre a 0,99), non c’è stato alcun incremento nelle vendite.

Consiglio numero 8 – ebook gratis

Questa strategia è, per me, quella che, sia pure per per tempi limitati e non sempre, ha funzionato di più. Mi riferisco alla possibilità offerta da Amazon di mettere a costo zero per un numero limitato di giorni il proprio ebook.
Anche in questo caso il numero degli scarichi (gratis) dipende molto dal genere; ad esempio le storie per bambini interessano pochissimo; le raccolte di racconti, se non di genere gallo, poco.
Un’altra delle componenti che determinano più o meno interesse sta nel numero di volte che l’ebook è stato offerto in promozione gratuita. La prima volta che questo accade, di solito, l’ebook sale parecchio nella classifica dei testi gratuiti cioè viene scaricato da parecchie persone.

Ma a cosa serve rendere gratuito l’ebook per qualche giorno?

Motivo 1: alcune delle persone che hanno approfittato della promozione potrebbe leggere l’ebook e pubblicare un commento sullo store di Amazon (o altrove). A volte succede e a volte no.

Motivo 2: la diffusione. Ogni volta che un ebook viene scaricato (gratis o a pagamento è lo stesso) viene aggiornata una sorta di “lista incrociata” con altri ebook; questa lista si trova sotto la cover e la sinossi di ogni ebook e ha per titolo “Chi ha acquistato questo articolo ha acquistato anche” (vedi foto). Più sono gli ebook la cui lista contiene il nostro ebook più è alta la possibilità che il nostro ebook venga notato.

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Esperienza personale: nel corso degli anni ho proposto varie volte i miei ebook gratis e in alcuni casi c’è stato un effetto di vendite e/o scarichi in abbonamento kindle Unlimited, ma non sempre e, comunque, solo per una o due settimane dopo che l’ebook era tornato al prezzo consueto.

Alcuni colleghi hanno pubblicato racconti permafree, ovvero sempre gratuiti, ma non so quanto questo abbia portato frutti tangibili. Non credo molti.

E voi, cosa pensate / che esperienze avete delle promozioni?

 

I frutti del vento – Tracy Chevalier * Impressioni di lettura

(titolo originale At the Edge of the Orchard, traduzione di Massimo Ortelio; originale pubblicato nel 2016)
La traduzione del titolo sarebbe Ai margini del frutteto e mi piace di più del titolo della versione italiana. Trovo la parola margini più evocativa di vento e senz’altro più rispondente alla storia narrata dalla Chevalier.
È infatti un frutteto il protagonista di circa metà romanzo.

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La storia si svolge negli anni dal 1838 al 1856. La famiglia Goodenough si è trasferita in Ohio, fermandosi a vivere in un terreno paludoso e difficile. Il padre, James, ama le mele e gli alberi di mele, che gli ricordano la sua infanzia, e cerca di piantare un frutteto; i suoi sforzi vengono osteggiati da Sadie, la moglie, che sembra detestare gli alberi e i frutti, eccetto quelli da cui può estrarre il sidro con cui è solita ubriacarsi. Alla narrazione della dura vita di James e Sadie Goodenough e dei loro figli nella Palude Nera segue quella delle vicende del più giovane e riflessivo dei figli, Robert, che, in seguito a un evento drammatico, abbandona la casa all’età di nove anni e inizia a girare per gli Stati Uniti, facendo vari lavori e partecipando, per qualche tempo, anche alla corsa all’oro in California. Qui, in un bosco di enormi sequoie, incontra un inglese che raccoglie semi e piccoli alberi americani da spedire in Inghilterra dove sono molto richiesti per i giardini. L’uomo, William Lobb, insegna a Robert il suo mestiere, che ricorda al giovane l’amore del padre per gli alberi, amore che ha ereditato.

Ma non ci sono solo alberi, nella vita di Robert, che si troverà a dover decidere cosa fare della sua vita e a fare delle scelte importanti. Mi rendo conto che questa frase non dice niente ma non posso anticipare quello che accade.
L’argomento è originale, come solitamente accade con i romanzi di Tracy Chevalier, i personaggi ben dipinti, l’ambientazione e la ricostruzione del periodo storico curate al massimo (molti dei personaggi di cui parla sono realmente esistiti) ma non posso dire di aver trovato la lettura entusiasmante o emozionante. Mi viene da descriverlo come “un compito fatto molto bene”, un testo che non ha difetti ma che ha toccato poco le mie corde, anche meno de L’ultima fuggitiva, che avevo letto qualche mese fa.
Insomma, una storia interessante per l’ambientazione e la descrizione di alcuni tratti di quel periodo storico in America, ma niente a che vedere, per me, con i romanzi che ho amato di più: Strane creature (Remarkable Creatures del 2009) e Quando cadono gli angeli (fallen Angels del 2001).


Accademia della Crusca: il sito

In seguito a un’osservazione di una lettrice su una frase di un mio romanzo, ho cercato “conforto” sia nel libro di grammatica che consulto quando ho dei dubbi, che sul sito dell’Accademia della Crusca.
Ho pensato quindi di sottolineare che in internet è possibile usufruire anche di questa risorsa, oltre che di vari dizionari on-line.
Sul sito si trovano risposte a vari quesiti legati, per esempio, ai significati delle parole, della grammatica, di termini stranieri…

Questo è il link
http://www.accademiadellacrusca.it/it/pagina-d-entrata.

(Per inciso, il “conforto” l’ho trovato, la mia frase è corretta)