L’effetto Susan – Peter Høeg * citazione #4

(titolo originale Effekten af Susan– trad. Bruno Berni – pubblicato nel 2016)

So che estrapolare un brano da suo contesto può alterarne e perfino stravolgerne il significato. Ma corro lo stesso il rischio, perché quanto sto per riportare mi sembra che si adatti a qualunque paese.
È Susan, a parlare, rivolta al marito, Laban, un musicista.

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«Siamo immersi in una specie di musica d’ambiente, Laban. E non è solo qui, è ovunque in questo paese, l’ho sempre sentita. È una canzonetta che dice che tutto va bene, che possiamo prendercela con calma, che i nostri bisogni sono soddisfatti. Qualcuno si occupa del nostro benessere, le meraviglie non hanno fine, dobbiamo solo rilassarci e goderci la vita. È un canto di sirena. Deve farci dimenticare che viviamo in una finestra temporale molto breve. Deve farci dimenticare una fame più profonda. Ma con me non funziona, Laban. Io ho sempre fame.»


La tomba del canarino – Isabel Giustiniani * impressioni di lettura

Si tratta di un romanzo storico davvero interessante, che narra della scoperta della tomba di Tutankhamon da parte dell’archeologo Howard Carter.

Gli elementi storici, accuratamente riportati, sono fusi in modo perfetto con gli artifici letterari, consentendo così di conoscere molti dettagli della scopercover-tomba-canarinota tramite un racconto avvincente. Attraverso gli occhi di Na’im, il narratore, prima bambino e poi giovane uomo, il lettore scopre quante e quali difficoltà ha dovuto affrontare Carter per riuscire nella sua impresa, dal trovare un finanziatore agli ostacoli di vario tipo posti di quando in quando dalle autorità egiziane, in un periodo in cui fra il governo inglese e quello egiziano i motivi di tensione non mancavano. Na’im, il testimone, con il suo racconto e il suo punto di vista, mostra il lato umano dell’archeologo, che vive il ritrovamento alternando, inevitabilmente, momenti di grande entusiasmo ad altri di crisi e addirittura di impotenza, che non terminano una volta individuato il luogo della sepoltura. Infatti, portare a termine il lungo lavoro di esumazione della tomba e di tutti gli oggetti in essa contenuti e farli trasportare al museo del Cairo si rivela un’impresa più che decennale durante la quale problemi di vario genere continuano a complicare l’attività di Carter.

La scrittura è fluida e spesso molto visiva; la lettura risulta davvero piacevole.

Trovo ottima la scelta di raccontare la storia dal punto di vista di Na’im, ovvero di un personaggio di fantasia. sia perché di lui l’autrice può mostrare emozioni e sentimenti, sia perché è coinvolto nella ricerca, ma certo non quanto l’archeologo e questo lo rende più simile al lettore non specialista.

 

Il romanzo è disponibile su amazon sia in formato cartaceo (a 7,90 €) che come ebook (a 1,99 €). La sinossi si può leggere qui.

 

Ho scritto anche le mie impressioni di lettura anche su altri due scritti di Isabel Giustiniani: L’ombra del serpente (file je60754) e su Kizil elma.

 

Per chi fosse interessato a ulteriori notizie sulla scoperta della tomba o a ricevere gratis l’ebook del romanzo consiglio di dare un’occhiata a questo link, sul blog Storie di Storia.

 

L’effetto Susan – Peter Høeg * citazione #3

(titolo originale Effekten af Susan– trad. Bruno Berni – pubblicato nel 2016)

Qui Susan, la protagonista che narra in prima persona, parla della propria bicicletta.

Ha passato un anno in solitudine. È sgonfia, e questo non vale solo per le ruote. Ha un aspetto trascurato.
Gonfio le gomme, spruzzo d’olio la catena e le parlo dolcemente. Sembra sollevare la testa. Bisogna parlare con la propria bici. È una cosa sulla quale lascerò cadere un’osservazione in ambienti specialistici. Magari non alla Società delle Scienze. Le profonde verità scientifiche sono come l’onestà: devono essere dosate con riguardo.

Da ragazzina parlavo sempre con la mia bici (le avevo anche dato un nome che però tengo per me), anche per per questo le frasi di Susan mi hanno colpita.

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L’effetto Susan – Peter Høeg * citazione #2

(titolo originale Effekten af Susan– trad. Bruno Berni – pubblicato nel 2016)

C’è chi crede alla psicologia. Io no. Siamo solo biochimica su un substrato di effetti di elettronica quantistica. Thorkild Hegn dev’essere stato prodotto sciogliendo una bacinella di capiufficio, tenenti colonnelli e direttori generali in un liquido fortemente corrosivo. Poi la soluzione è stata ridotta per evaporazione fino al concentrato che ora è seduto davanti a noi. Ho visto molti uomini potenti, ma lui vince la mano.

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FORE MORRA – Diego Di Dio * segnalazione

Segnalo l’uscita di questo thriller edito da Fanucci nella collana Timecrime.

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Sinossi

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno.

Il romanzo, di 320 pagine, è uscito il 2 febbraio 2017 e si può trovare sia in formato ebook (4,99 €) che cartaceo (12,90 €). (ISBN-10: 8866883158; ISBN-13: 978-8866883159)